Giu 19

Mezzogiorno e un Quarto: un bilancio

2009 ore 10,17 postato da admin

Mezzogiorno e un Quarto è finito. Dopo sette appuntamenti si è conclusa un’esperienza che ci ha impegnati per quattro mesi. Siamo soddisfatti. L’obiettivo era di riaprire la discussione sulla “questione meridionale”: anzi, se vogliamo, di andare oltre la definizione stessa di “questione  meridionale”, locuzione che abbiamo sempre scritto tra virgolette perché superata, non corrispondente più alla realtà. Intendiamoci, a Sud di problemi ce ne sono ancora tantissimi, purtroppo: ma seguono percorsi e dinamiche nuove, tipici di una società che, pur tra molte contraddizioni, appartiene comunque all’occidente avanzato del capitalismo immateriale.
Per questo abbiamo preferito parlare di Mezzogiorno possibile, chiedendo nelle sette tappe abbiamo agli esperti di aprire scenari nuovi, di tratteggiare soluzioni all’altezza di un paese moderno.  Come ci è sempre piaciuto dire, abbiamo voluto “spostare un po’ più in là” la lancetta della riflessione.
Per Think Thanks si è trattato di una sfida culturale, in primo luogo, ma anche organizzativa, seguendo la filosofia che ci caratterizza: ricerca e innovazione. Abbiamo tenuto insieme culture diverse, creando continui cortocircuiti all’interno dei singoli incontri e tra un incontro e l’altro. Quando si è trattato di parlare di management culturale, sono stati coinvolti operatori culturali napoletani, di ambito pubblico e privato, che hanno posto ai relatori Domenico De Masi e Gioacchino Lanza Tomasi delle domande stringenti sulla difficoltà del fare impresa culturale al Sud. Quando è stata la volta della letteratura, protagonisti Francesco Durante e Massimo Onofri, abbiamo realizzato un piccolo, e devo dire, molto apprezzato documentario, intervistando molti narratori meridionali su temi importanti, per creare dialettica tra le lingue dei critici e degli scrittori.
E non abbiamo avuto paura di fare incontri, apparentemente più difficili, sulle politiche pubbliche, parlando di PIT e Patti territoriali, o sul federalismo, sfiorando i tecnicismi giuridici, sempre traducendoli, grazie al talento dei relatori e alla capacità di controllo dei moderatori, in un linguaggio comprensibile.
A caratterizzare l’approccio Think Thanks è stato anche il lavoro preparatorio di ogni appuntamento: sono state sempre preparate delle griglie di domande puntuali che i relatori hanno ricevuto diversi giorni prima dell’appuntamento: e da loro abbiamo ottenuto, durante gli incontri, focalizzazione sui contenuti e grande attenzione al compito. Domande chiare e risposte nette, affilate, stringate.
E di tutto ciò rimarrà traccia, perché dalla manifestazione, i cui incontri sono stati tutti filmati, ricaveremo un documentario originale, costituirà un innovativo tassello nella riflessione sul meridione. Questo è uno degli elementi centrali del nostro approccio manageriale alla cultura: dove le iniziative non muoiono in se stesse, ma si pongono in dialogo con l’esterno, eludendo il limite tipico delle iniziative meridionali, l’autoreferenzialità, l’assenza di una rete dei saperi e dei luoghi che li producono.
Mezzogiorno e un Quarto è finito? Direi che sta appena cominciando…

Stefano Fedele
Responsabile editoriale

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