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Apr 22

Raymond Boudon nelle primissime pagine del suo libri “L’ideologia”. Origine del pregiudizio (Einaudi, 1986), racconta che negli anni sessanta, durante una campagna contraccettiva, il governo indiano nel tentativo di limitare nascite tra la popolazione indigena abbia avuto qualche problema di carattere ideologico. La campagna, condotta sulla base della massima pubblicità e sulla utilità dell’iniziativa governativa, non sortì alcun effetto, specie tra le popolazioni agricole. I ricercatori spiegarono il fallimento sulla base dei tradizionali pregiudizi che i contadini hanno nei confronti delle innovazioni o di tutto ciò che mina il tradizionale fluire del tempo rurale, specie se i cambiamenti sono indotti dall’alto e finiscono per condizionare le strategie familiari. In seguito i ricercatori migliorarono la loro strumentazione divulgativa affidandosi a comunicatori della stessa regione del Punjab dove si svolgeva la campagna, incentrando la propria comunicazione scientifica, non più sugli effetti benefici ma scommettendo sulla gentilezza dei modi. La nuova campagna diede esiti straordinari e la pillola anticoncezionale fu adottata da oltre il 90% delle donne. Si trattò di un successo limitato nel tempo, poiché appena la campagna fu terminata, con l’affievolirsi della mobilitazione informativa, l’uso della pillola scese drasticamente per essere abbandonata del tutto. I contadini avevano risposto positivamente alla cortesia dei ricercatori venuti da lontano ma i figli, specie nelle famiglie contadine, sono una risorsa lavorativa preziosa, sono braccia in più per lavorare, più che bocche da sfamare. I contadini del Punjab reputarono infondate le convinzioni dei ricercatori se pure maturate scientificamente e comunicate a seguito di una campagna governativa autorevole, legalmente legittima e razionalmente concepita. Il comportamento dei contadini era il frutto di una scelta razionale, ma fu travisato dai ricercatori governativi, a loro volta condizionati dalla visione che considerava i contadini tradizionalmente restii ad accettare nuove scelte, e invece propensi ad assumere comportamenti irrazionali pur di non retrocedere dalle proprie tradizioni. Ma allora, qual’è la posizione più ideologica? Quella scientifica, fondata sul credo maltusiano di una maggiore ricchezza con meno sovraffollamento? O quella contadina, fondata sull’indisponibilità a praticare soluzioni diverse rispetto a quelle consuetudinarie? Quale è il dogma? Quello del controllo centrale sulle nascite? O lo strategie riproduttive messe in campo dai contadini per coltivare la terra con più braccia? E quali sarebbero gli effetti positivi dell’uno e dell’altro punto di vista? Dov’è la falsa rappresentazione della realtà?

Lucio Iaccarino

Coordinatore generale ThTh 

Apr 15

Ore 18.00 lo staff non è in sede. Sono quasi tutti in missione. I pochi rimasti a Bagnoli stanno ultimando i primi due libri Think Thanks edizioni.

Sono le nostre prime due uscite editoriali.

La biografia di Epicarmo Corbino, dal titolo “Un liberista scomodo”, nella quale abbiamo dato nuova vita ad alcune note e scritti politici di questa importante figura della Storia dell’Italia Repubblicana. Al centro degli scritti di Corbino ci sono temi come l’elefantiasi amministrativa, il rapporto centro periferia, lo Stato, un’economia a misura d’uomo.

Sono temi affrontati anche nell’incontro di ieri con Meldolesi e Villone. O la profezia si autoavvera o i problemi italiani sono sempre gli stessi.

Di prossima uscita anche il saggio “Sex industry”, sul mercato della prostituzione in Italia. Le ragioni di coloro che pensano che la prostituzione sia una attività intrinsecamente coercitiva vengono messe a confronto con quelle di chi ritiene che questo fenomeno sia ampiamente caratterizzato da libera scelta e razionalità. Anche in questo caso si tratta di un saggio.

Il libro è curato da tre professori siciliani: Guido Signorino, Pietro Saitta, Mario Centorrino.

Sembra insomma che il Mezzogiorno sia costantemente al centro della nostra produzione culturale.

Lucio Iaccarino

Coordinatore generale

Apr 14

A poche ore dall’evento

2009 ore 13,54 postato da admin nessun commento

Sono le 13.25, ancora qualche minuto e la redazione di Think Thanks va a pranzo. Stiamo ascoltando My Ever Changing Moods degli Style Council. Dopo la grande abbuffata pasquale ci consoliamo con una mega insalata super dietetica.Più tardi nel nostro Centro di documentazione ospitiamo Luca Meldolesi e Massimo Villone.La macchina organizzativa è pronta per proseguire “Mezzogiorno e un quarto”. Alle 17.30 scatta l’accoglienza dei relatori e dei visitatori. Un imprevisto dell’ultima ora ci ha costretto a un cambio di moderatore. Essere riusciti a sostituirlo in poche ore è motivo di soddisfazione, perché sentiamo di operare all’interno di una comunità culturale sempre più attiva e presente.  Finalmente si parlerà di Stato, dopo aver parlato di storia delle idee, di fondi strutturali e di impresa. “Mezzogiorno e un quarto” è un progetto di comunicazione con alle spalle un lavoro di ricerca sulla Questione Meridionale, uno studio sull’idea, un format, un logo, un programma scientifico. E’ il nostro modo di fare cultura…

 Lucio Iaccarino

Coordinatore Generale ThTh