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Mag 28

prossimi passi

2009 ore 18,27 postato da admin nessun commento

La Plenaria Think Thanks di maggio è ormai alle spalle… È stata molto intensa, ricca di riflessioni, di laboratori formativi, workshop, presentazioni. Nel corso di “Tras-formazione” che i nostri senior researcher stanno seguendo per apprendere a condurre corsi di formazione, facendo un lavoro su sé stessi, per abbandonare definitivamente le relazioni up e down tipiche dell’insegnamento universitario ne sono successe di tutti i colori. Molta partecipazione emotiva ma anche tanto lavoro di squadra, con simulazioni di situazioni lavorative che hanno prodotto risultati di metodo rilevanti per le azioni future di Think Thanks. Ma anche le sessioni pomeridiane sono state efficaci, affrontando temi come l’open innovation, il web 2.0, la web-Tv, il virale, oltre ai progetti di comunicazione convenzionale legati allo sviluppo della casa editrice. Ma il risultato più rilevante di questa plenaria è stata la prima definizione dell’offerta formativa del prossimo ciclo Think Thanks, centrata attorno ai temi della formazione degli adulti, della metodologia della ricerca, dell’approccio narrativo, e molto altro. L’offerta comincia ad essere elaborata sulla base di una attenta analisi delle competenze dei ricercatori Think Thanks, oltre che sulla base di riconoscibili standard acquisiti internamente grazie alla Responsabile della formazione. Lucio Iaccarino Coordinatore generale

Mag 11

prossima plenaria

2009 ore 16,01 postato da admin nessun commento

Si avvicina la prossima Plenaria. All’incirca ogni 40 giorni lo staff del Polo culturale Think Thanks si ritrova per una full-immersion, come occasione per riflettere sui diversi progetti di comunicazione e sullo stato dei lavori del Centro di analisi. Nell’occasione si incontrano tutti i nostri ricercatori junior e senior, per confrontarsi sui risultati delle indagini in corso. Si tratta di uno sforzo organizzativo importante che mira a mantenere alta l’attenzione sul metodo e sulle tecniche adoperate in ciascuna ricerca. Investire nella ricerca può non dare frutti nel breve termine ma siamo convinti che a medio e lungo termine le risorse umane ThTh possano acquisire nuove competenze oltre che interiorizzare la mission di Think Thanks. Si comincia di in mattinata con il corso di formazione per i formatori, perché siamo convinti che la formazione degli adulti (andragogia) non possa limitarsi alla lezione frontale o alle esperienze, pure importanti, che i nostri formatori hanno acquisito prima di lavorare con Think Thanks. Si prosegue con intense riunioni e workshop, presentazioni e discussioni spesso animate ed emotivamente partecipate. Ma la Plenaria è anche il momento per ascoltare ed incontrare esperti esterni. Nelle scorse plenarie abbiamo incontrato registi, pubblicitari, ricercatori, storici, giuristi. Il confronto con l’esterno e con altri operatori culturali è indispensabile, perché ci aiuta a mettere a fuoco problemi e opportunità che altrimenti non coglieremmo confinandoci all’interno delle nostre mura organizzative. In qualche caso gli esterni hanno sposato la nostra causa e Think Thanks ha finito per adottarli, ampliando il nostro network scientifico e professionale. La prossima plenaria sarà riservata agli interni data l’ingente mole di lavoro da passare al vaglio e considerato che si tratta di appena due giornate, venerdì e sabato, considerata la tentazione di andare in spiaggia…

Lucio Iaccarino

Coordinatore generale

Mag 04

pubblicità suggestiva

2009 ore 20,41 postato da admin nessun commento

«Ascolta: nel 1912 venne annunciato in Inghilterra il ritrovamento di un fossile che rivoluzionava tutte le credenze correnti a quel tempo in materia di evoluzione. Un teschio con caratteristiche sia umane che scimmiesche. La comunità scientifica… accettò quel fossile senza discussioni. Ci vollero quarant’anni per dimostrare che era un clamoroso falso, un collage di ossa umane e di scimmie. E sai perché ci volle tanto? Per il wishful thinking… Nel senso che quel fossile rispondeva ai desideri della comunità scientifica dell’epoca». Leggendo Tullio Avoledo mi veniva in mente l’incipit di una delle opere fondamentali per capire come sia possibile ingegnarsi nella costruzione di realtà storiche ricorrendo all’invenzione della tradizione. «Per tradizione inventata si intende un insieme di pratiche, in genere regolate da norme apertamente o tacitamente accettate, e dotate di una natura rituale o simbolica, che si propongono di includere determinati valori e norme di comportamento ripetitive nelle quali è automaticamente implicita la continuità con il passato. Di fatto, laddove è possibile, tentano in genere di affermare la propria continuità con un passato storico opportunamente selezionato». (Eric J. Hobsbawm e Terence Ranger, L’invenzione della tradizione, Einaudi, 1983, pp. 3-4). Ai pubblicitari e agli esperti di comunicazione consiglio di approfondire il tema leggendo Ernest Gellner, Nazioni e nazionalismo, Editori riuniti, 1993). Poi il risultato può essere praticamente lo stesso di quello raggiunto dal pubblicitario di Avoledo: «uno seppellisce nel passato qualcosa che in realtà non c’era perché venga trovato ne futuro». Il tema è quanto mai ricorrente e ritorna attuale ogni 25 aprile nella misura in cui si tende a comprendere tra i martiri resistenziali anche i repubblichini di Salò. Anche in questo caso la rilettura del passato è affidata ad autorevoli esponenti della comunità scientifica degli storici: a ratificare la lettura della resistenza come una guerra civile ci aveva pensato lo storico Claudio Pavone all’inizio degli anni Novanta. E ricordo l’ilarità che la mia ricerca sulla Lega Nord suscitava alla metà di quel decennio, mentre scrivevo della necessità di prendere sul serio la nazione padana, le ronde e le camicie verdi. Poi al bisogno di ricercare si è sostituito quello di capire così ho deciso di concedendermi letture fondamentali come Nord Est di Carlotto e Videtta.

Il personaggio principale del romanzo di Avoledo, Alberto Mendini, ha più di un problema perché deve organizzare una campagna di comunicazione politica volta a riscoprire le origini celtiche della sua regione. Pur operando nel Nordest italiano, l’impresa si presenta ardua e ricca di insidie. In principio le remore più grandi erano di ordine morale, poiché gli sembrava irresponsabile costruire una storia dal nulla per il sol fatto che un assessore regionale fosse disposto a finanziare lautamente l’operazione. Ignaro delle tante forzature che hanno accompagnato la nascita e il rafforzamento dei nazionalismi europei, delle omissioni e delle esagerazioni che hanno accompagnato il ricordo di eventi fondativi come la Rivoluzione Francese, la Seconda Guerra Mondiale, Alberto comincia a porsi qualche problema di troppo. Dal momento in cui ha deciso di accettare l’incarico, il suo problema non può più essere quello di moralizzare la committenza, quanto piuttosto quello di tracciare delle strade di persuasione sulla plausibilità di un’origine celtica della sua regione. «Sai qual è la differenza fra pubblicità informativa e pubblicità suggestiva… La pubblicità informativa descrive obiettivamente il prodotto. Informa sulle sue qualità oggettive. La pubblicità suggestiva invece cerca di influenzare il cliente con un messaggio che vinca la sua resistenza all’acquisto. Ciò su cui si fa leva  con questo genere di pubblicità non è il lato informativo, ma l’immagine del prodotto. Quindi cerca di stimolare l’inconscio del cliente. E dove il bisogno non c’è lo si crea» (Tullio Avoledo, Lo stato dell’unione, Sironi, 2005, pp.149-50).

Ma le possibilità del pubblicitario sono davvero infinite nella misura in cui il suo raggio di azione cognitiva è in grado di estendersi all’intero ventaglio dei prodotti culturali. «Una delle tematiche più interessanti del particolare genere letterario chiamato fantascienza è quella degli universi paralleli. I romanzi che ne trattano partono dal presupposto che un determinato evento (spesso un momento cruciale, ma a volte anche un fatto minimale, come l’uccisione di una farfalla nel Giurassico) comporti una deviazione del corso storico. In altre parole, da un certo istante in poi la storia prende una piega diversa. Non so. Hitler muore in trincea nel 1916, quindi il nazismo non nasce, e a invadere l’Europa nel 1939 è l’Unione Sovietica di Stalin. Le caravelle di Cristoforo colombo tornano indietro prima di avvistare il continente americano. E così via. L’evento che produce la deviazione storica è chiamato in modi diversi dai vari autori di fantascienza. Alcuni lo chiamano punto di divergenza». E la divergenza mi sembra davvero calzante, almeno per quanti provano ogni giorno a restare con i piedi per terra.

Lucio Iaccarino

Coordinatore generale

Apr 22

Raymond Boudon nelle primissime pagine del suo libri “L’ideologia”. Origine del pregiudizio (Einaudi, 1986), racconta che negli anni sessanta, durante una campagna contraccettiva, il governo indiano nel tentativo di limitare nascite tra la popolazione indigena abbia avuto qualche problema di carattere ideologico. La campagna, condotta sulla base della massima pubblicità e sulla utilità dell’iniziativa governativa, non sortì alcun effetto, specie tra le popolazioni agricole. I ricercatori spiegarono il fallimento sulla base dei tradizionali pregiudizi che i contadini hanno nei confronti delle innovazioni o di tutto ciò che mina il tradizionale fluire del tempo rurale, specie se i cambiamenti sono indotti dall’alto e finiscono per condizionare le strategie familiari. In seguito i ricercatori migliorarono la loro strumentazione divulgativa affidandosi a comunicatori della stessa regione del Punjab dove si svolgeva la campagna, incentrando la propria comunicazione scientifica, non più sugli effetti benefici ma scommettendo sulla gentilezza dei modi. La nuova campagna diede esiti straordinari e la pillola anticoncezionale fu adottata da oltre il 90% delle donne. Si trattò di un successo limitato nel tempo, poiché appena la campagna fu terminata, con l’affievolirsi della mobilitazione informativa, l’uso della pillola scese drasticamente per essere abbandonata del tutto. I contadini avevano risposto positivamente alla cortesia dei ricercatori venuti da lontano ma i figli, specie nelle famiglie contadine, sono una risorsa lavorativa preziosa, sono braccia in più per lavorare, più che bocche da sfamare. I contadini del Punjab reputarono infondate le convinzioni dei ricercatori se pure maturate scientificamente e comunicate a seguito di una campagna governativa autorevole, legalmente legittima e razionalmente concepita. Il comportamento dei contadini era il frutto di una scelta razionale, ma fu travisato dai ricercatori governativi, a loro volta condizionati dalla visione che considerava i contadini tradizionalmente restii ad accettare nuove scelte, e invece propensi ad assumere comportamenti irrazionali pur di non retrocedere dalle proprie tradizioni. Ma allora, qual’è la posizione più ideologica? Quella scientifica, fondata sul credo maltusiano di una maggiore ricchezza con meno sovraffollamento? O quella contadina, fondata sull’indisponibilità a praticare soluzioni diverse rispetto a quelle consuetudinarie? Quale è il dogma? Quello del controllo centrale sulle nascite? O lo strategie riproduttive messe in campo dai contadini per coltivare la terra con più braccia? E quali sarebbero gli effetti positivi dell’uno e dell’altro punto di vista? Dov’è la falsa rappresentazione della realtà?

Lucio Iaccarino

Coordinatore generale ThTh 

Apr 15

Ore 18.00 lo staff non è in sede. Sono quasi tutti in missione. I pochi rimasti a Bagnoli stanno ultimando i primi due libri Think Thanks edizioni.

Sono le nostre prime due uscite editoriali.

La biografia di Epicarmo Corbino, dal titolo “Un liberista scomodo”, nella quale abbiamo dato nuova vita ad alcune note e scritti politici di questa importante figura della Storia dell’Italia Repubblicana. Al centro degli scritti di Corbino ci sono temi come l’elefantiasi amministrativa, il rapporto centro periferia, lo Stato, un’economia a misura d’uomo.

Sono temi affrontati anche nell’incontro di ieri con Meldolesi e Villone. O la profezia si autoavvera o i problemi italiani sono sempre gli stessi.

Di prossima uscita anche il saggio “Sex industry”, sul mercato della prostituzione in Italia. Le ragioni di coloro che pensano che la prostituzione sia una attività intrinsecamente coercitiva vengono messe a confronto con quelle di chi ritiene che questo fenomeno sia ampiamente caratterizzato da libera scelta e razionalità. Anche in questo caso si tratta di un saggio.

Il libro è curato da tre professori siciliani: Guido Signorino, Pietro Saitta, Mario Centorrino.

Sembra insomma che il Mezzogiorno sia costantemente al centro della nostra produzione culturale.

Lucio Iaccarino

Coordinatore generale

Apr 14

A poche ore dall’evento

2009 ore 13,54 postato da admin nessun commento

Sono le 13.25, ancora qualche minuto e la redazione di Think Thanks va a pranzo. Stiamo ascoltando My Ever Changing Moods degli Style Council. Dopo la grande abbuffata pasquale ci consoliamo con una mega insalata super dietetica.Più tardi nel nostro Centro di documentazione ospitiamo Luca Meldolesi e Massimo Villone.La macchina organizzativa è pronta per proseguire “Mezzogiorno e un quarto”. Alle 17.30 scatta l’accoglienza dei relatori e dei visitatori. Un imprevisto dell’ultima ora ci ha costretto a un cambio di moderatore. Essere riusciti a sostituirlo in poche ore è motivo di soddisfazione, perché sentiamo di operare all’interno di una comunità culturale sempre più attiva e presente.  Finalmente si parlerà di Stato, dopo aver parlato di storia delle idee, di fondi strutturali e di impresa. “Mezzogiorno e un quarto” è un progetto di comunicazione con alle spalle un lavoro di ricerca sulla Questione Meridionale, uno studio sull’idea, un format, un logo, un programma scientifico. E’ il nostro modo di fare cultura…

 Lucio Iaccarino

Coordinatore Generale ThTh