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Think Thanks intervista Antonella Cilento

Antonella Cilento responsabile del portale www.lalineascritta.it

 

Lalineascritta è un riferimento obbligato per chi vive con la scrittura (a Napoli e non solo), nata nel 1993, è una delle scuole di scrittura più antiche d’Italia. Come è nata?

Lalineascritta è nata per l'esigenza di raccogliere le fila di chi scriveva in città nel lontano 1993: non era ancora tempo di scuole di scrittura, Domenico Rea aveva tenute poche e sparse lezioni prima di lasciarci e le uniche realtà attive erano a Milano, le lezioni meravigliose di Giuseppe Pontiggia, o a Roma dove la scuola Omero si collegava con i campus americani, origine del percorso di creative writing. Ma come Pontiggia si richiamava alle origini, nostre, dell'arte dello scrivere, dell'antica retorica e oratoria, ai grandi classici antichi e moderni, così a me sembrava che si potesse condividere e insegnare un metodo di narrazione che io stessa praticavo ed esploravo per me, nel rispetto delle voci dei partecipanti, anzi con l'obiettivo, maieutico, di tirar fuori da chi ancora non sapeva o da chi non sapeva come fare uno stile, una forma personale.  Il laboratorio in pochi anni è passato da pochi adepti a una piccola folla che oggi conta centinaia di persone in tutt'Italia, grazie agli stages e alle lezioni in webconference,  e alle lezioni napoletane dal vivo che seguono e crescono insieme.

 

A chi si rivolge? L’allievo modello quali requisiti deve possedere?

Il laboratorio ha tre livelli di corso e nel primo, che dura un anno, chiunque può accedere, senza limiti di età o formazione: basta avere curiosità per la lettura e la scrittura. Ci sono tanti giovanissimi che vanno ancora alle scuole superiori, molti universitari, tanti adulti fra i trenta e i sessanta e anche molti over, che, con la pensione, tornano a passioni abbandonate come la scrittura. E poi ci sono gli insegnanti nelle scuole presso cui facciamo formazione e gli studenti, anche delle primarie o delle medie. Insomma, basta che abbiano carta, penna e voglia.

 

Puoi elencarci gli scrittori che hanno frequentato la scuola prima di diventare famosi? 

Abbiamo accompagnato letteralmente per mano dalle prime pagine senza alcuna costruzione alla pubblicazione Rossella Milone con Einaudi, Massimiliano Virgilio con Rizzoli, Giusi Marchetta con Terre di Mezzo (e poi ha proseguito con Einaudi e Rizzoli), Antonella Del Giudice con Alet, Eduardo Savarese con e/o. Altri allievi hanno scelto percorsi di scrittura legati alla tv o al cinema, è il caso di Viola Rispoli, story editor in Rai, che firma molte fiction in continua programmazione; o si sono mossi verso le radio o l'editoria dall'altro lato: Gaia Rispoli è un'apprezzata editor di Elliott. E altri si stanno preparando al salto nell'editoria, anche se questo è solo un aspetto de Lalineascritta: formare nuovi lettori, più consapevoli e scriventi più abili non ha necessariamente come fine la pubblicazione, che caldeggio solo quando c'è un sicuro potenziale e una vera disciplina, un vero bisogno.

 

Nel panorama italiano, ci sono talenti non ancora famosi e che a tuo giudizio meriterebbero di esserlo?

La fama e il successo in Italia e nel nostro tempo arridono più facilmente a chi scrive in maniera poco complessa e solletica un gusto basilare dei lettori: ci sono molti scrittori e ancor più scrittrici, anche non più giovani, che pur essendo editi da molti anni non sono noti ai più.

 

Esiste una caratteristica che uno scrittore deve avere necessariamente? 

La necessità di produrre bellezza. E con bellezza non intendo cosmesi ma un atto estetico: non basta raccontare storie, non basta avere una bella scrittura, non basta copiare la realtà, è del tutto insufficiente desiderare di apparire e distorto pensare che scrivere sia un'arte con finalità economiche di arricchimento. Si scrive per scrivere bene, come diceva Flannery 'O Connor e questa è un'arte che non si finisce mai di apprendere, per tutta la vita. Ci vuole abnegazione, una parola difficile e fuori moda.

 

E al contrario ne esiste una che invece non deve assolutamente possedere?

Temo di aver già risposto ma si può aggiungere: arroganza, faciloneria, superficialità rendono inutile qualunque successo.

 

Come si gestisce un gruppo di aspiranti scrittori? C’è competizione?

E' un'enorme fatica condurre un gruppo in genere, bisogna essere formati a farlo e io vengo da training psicologici per poterlo fare senza danno (e il danno si rischia sempre): indubbiamente, mi sono capitati anni in cui avevo nello stesso gruppo persone molto competitive e che andavano tenute a bada. In generale, la questione è abbassare il giudizio e evitare il confronto per misura: l'unica gara è con noi stessi e dagli altri si impara sempre.

 

Tre elementi che deve possedere una storia romantica? 

Una storia d'amore? perché quando penso a una storia romantica mi viene in mente una grandissima scrittrice come Antonia Byatt che è la più grande raccontatrice dell'Ottocento inglese di oggi, penso a Possessione, il suo capolavoro, e mi dico, come in quel caso che servono storie d'amore che si estendano oltre il tempo nel tempo, che conservino il mistero più a lungo possibile e che nascondano un profondo dolore.

 

Antonella Cilento che lettrice è? 

Compulsiva: leggo tanto, compro troppi libri e troppi altri me ne arrivano. Però, proprio per questo, sono molto selettiva: le cose che veramente mi colpiscono sono pochissime. Più si invecchia, più si torna a leggere i classici.

 

Quali sono i libri che non sei riuscita a leggere e libri che non riuscirai a leggere?

Sono troppi: e il dispiacere è che pur leggendone anche cinque a settimana, non basta una vita per leggere tutto quel che conta leggere…

 

Che libro/i consiglieresti a Renzi e perché?

Le Illusioni perdute di Balzac. E L'educazione sentimentale di Flaubert. Credo gli manchi la base (in molti sensi…).

 

Qual è il destino del libro cartaceo? 

Florido: sopravvive stabilmente a dispetto delle previsioni perché i lettori sono maniaci e hanno bisogna dell'esperienza fisica del libro, di toccare, annusare e fare orecchiette e sottolineature, cose che si possono fare pure sui supporti elettronici ma, diciamo la verità, forse è comodo ma non c'è gusto. E' bello ritrovare i libri con le macchie di vent'anni fa', con le cose dimenticate fra le pagine…

 

Hai la possibilità di incontrare il tuo scrittore preferito, ci sveleresti di chi si tratta e cosa gli chiederesti?

Ho citato Byatt ma potrei aggiungere Alice Munro, se consideriamo solo i viventi: credo che resterei in semplice contemplazione, in assoluta adorazione. Tutto quel che potevo chiedere è già nei loro bellissimi libri.

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