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Natale fa rima con mangiare?

Natale è sinonimo di religiosità, di festa, di regali e di ore trascorse a banchettare.

In un tempo in cui sempre più spesso è difficile che tutti i membri della famiglia si trovino a star seduti intorno alla stessa tavola, le festività Natalizie sono l’occasione giusta per recuperare il tempo perduto.

Tutto ruota attorno al cibo, ma cosa rappresenta esattamente?

Mangiare insieme significa condividere un momento, scambiarsi emozioni; condividere la tavola con altri commensali è un modo per conoscersi meglio, creare un legame, vivere un'esperienza culinaria, fare in compagnia un viaggio nel gusto e nel piacere.

 

Il cibo è legato imprescindibilmente al concetto di convivialità e l’aria fredda del Natale oltre a stimolare l’appetito è un ottimo modo per trascorrere il tempo con le persone che amiamo, condividendo con loro la tavola. Chi decide di mangiare insieme agli altri condivide con i propri commensali momenti da ricordare.

 

La tavola in sè rappresenta un’occasione di sincerità, le pietanze che scegliamo di mangiare parlano di noi, della nostra personalità, davanti ad esse non possiamo mentire. Un piatto mette a nudo i nostri gusti, la nostra identità.

 

Perché in fondo "Siamo quello che mangiamo", come affermava il filosofo Feuerbach.

E non a caso, la diversità culturale delle regioni italiane si rispecchia nei loro piatti tipici. 

Le culture gastronomiche che il Belpaese offre hanno contribuito nei secoli a definire la nostra identità e il nostro stile di vita.

La grande maratona culinaria prevede per ogni parte d'Italia diverse pietanze: anguille, cardi fritti o broccoli al sud Italia; in Liguria si fa strada il cappon magro ; in Puglia le pettole.

Non manca mai pasta all'uovo, come i tortellini, di tradizioni sabaude, o gli agnolotti del Plin, tipici delle Langhe.

Leitmotiv indiscussi della cucina natalizia, comuni a tutto lo Stivale, sono la frutta secca, le verdure di stagione, preparate nei modi più variegati e gli immancabili dolci. 

Ogni regione ha il suo dolce tipico, senza il quale non sarebbe Natale: dal panforte senese agli struffoli napoletani. Tuttavia pandoro e panettone continuano a farla da padroni. Ce n’è per tutti i gusti, con canditi o senza, al cioccolato, al limone, con creme di ogni tipo, industriali o artigianali.

Una cosa è certa: non ci sarà pasto che non si concluderà con uno di questi due dolci.

E come il CEO di Think Thanks suggerisce:  durante queste vacanze, qualsiasi cosa facciate esagerate...

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